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AFFITTI BREVI, ECCO LA PROPOSTA SULLE NUOVE REGOLE EUROPEE

MILANO – Arriva la proposta europea di nuove regole per gli affitti brevi. La Commissione europea ha presentato l’“Affordable Housing Act” con l’obiettivo di fornire indicazioni precise agli Stati membri e un quadro operativo alle autorità locali per gestire un fenomeno che, soprattutto nei centri turistici, può contribuire ad aggravare i problemi del mercato immobiliare e degli affitti.

L’Unione europea non ha una competenza specifica in materia di politiche abitative, che restano principalmente di competenza nazionale, regionale e locale, ma può definire le condizioni nel rispetto delle quali le amministrazioni possono intervenire con provvedimenti operativi. L’Affordable Housing Act punta quindi a contrastare le pressioni sul mercato della casa alle quali, in determinate aree, può contribuire anche la crescita degli affitti brevi.

Il provvedimento europeo era stato annunciato dall’europarlamentare Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale HOUS sulla crisi degli alloggi nell’Unione europea, durante l’evento “Abitare, un privilegio di tutti”, organizzato da CdO Edilizia e moderato dalla coordinatrice nazionale Simona Frigerio al Meeting di Rimini. All’incontro è intervenuto anche il commissario del Governo per il Piano Casa, Felice Squitieri.

Alla base della proposta di regolamento europeo c’è il concetto delle aree “sotto pressione abitativa”. Questa condizione richiede che il rapporto tra il prezzo medio di vendita degli immobili e il reddito disponibile pro capite dei residenti abbia raggiunto almeno il valore di otto, equivalente a otto anni di reddito per acquistare un’abitazione di dimensioni medie. Il rapporto deve inoltre essere aumentato nel corso degli ultimi dieci anni e deve risultare improbabile che la pressione abitativa si riduca nei tre anni successivi. Se il rapporto raggiunge o supera il valore di dieci, non è invece necessario dimostrarne la crescita nel decennio precedente.

In presenza di queste condizioni, e nei limiti delle competenze attribuite loro dalla legislazione nazionale, le autorità delle città turistiche “sotto pressione abitativa” potranno introdurre limitazioni agli affitti brevi. Potranno decidere, ad esempio, di vietare l’avvio di nuove attività di locazione breve, fissare un tetto massimo al numero di case destinate a questo mercato oppure stabilire un limite al numero di notti affittabili ogni anno.

La proposta contempla anche la possibilità di intervenire, sempre nel rispetto del diritto nazionale, sull’acquisto o sull’uso di immobili non destinati ad abitazione principale nelle aree maggiormente interessate dalla pressione abitativa. Le amministrazioni dovranno però dimostrare, sulla base di dati riferiti ad almeno tre anni, che gli affitti brevi o gli altri usi non residenziali hanno inciso in modo significativo sulla disponibilità o sull’accessibilità economica delle abitazioni. Le misure dovranno inoltre essere territorialmente circoscritte, necessarie e proporzionate.

In Italia si sono già sollevate polemiche sull’iniziativa europea e sui suoi contenuti, ma va precisato che il regolamento è ancora in fase di proposta. Il testo presentato dalla Commissione europea dovrà essere esaminato e approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Se sarà approvato come regolamento, sarà direttamente applicabile negli Stati membri, mentre le singole misure locali continueranno a dipendere dalle competenze e dagli strumenti previsti dai rispettivi ordinamenti nazionali.

Secondo il commissario europeo per l’Energia e le politiche abitative, Dan Jørgensen, il fenomeno degli affitti brevi non rappresenta la causa principale della crisi abitativa in Europa, ma può contribuire ad aggravarla, specialmente nelle città turistiche. Si stima che, per fronteggiare il problema, sarebbe necessario costruire più di due milioni di nuove abitazioni all’anno in Europa, ricorrendo a investimenti pubblici e privati, rispetto agli attuali 1,6 milioni circa.

Nell’incontro al Meeting di Rimini, la presidente della Commissione HOUS, Irene Tinagli, aveva annunciato l’Affordable Housing Act e anticipato l’orientamento europeo a intervenire sul mercato della casa, anche attraverso un maggiore impiego dei fondi di coesione e nuove risorse nel prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea.

 

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