Simona Frigerio, si racconta a Marilena Lualdi, sulle pagine de La Provincia di Como.


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04 settembre 2017

Simona Frigerio, titolare della Impresa Frigerio, si racconta a Marilena Lualdi, sulle pagine de La Provincia di Como

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simona frigerio Imprenditrice, al vertice della “Frigerio”, membro del Consiglio della Camera di commercio e dirigente della CdO

«Io, imprenditrice in un settore di uomini donne, un valore in più»

Essere donna è davvero una risorsa in più per le aziende, persino nei settori ancora oggi ritenuti meno femminili. Lo è, anche perché si porta spesso l’esperienza di prendersi cura degli altri: che siano i figli, gli anziani o altre figure ancora.

Simona Frigerio, è imprenditrice edile della CdO e interviene nel dibattito innescato da Francesca Polti dalla maternità che vale quanto un master per le donne in ogni ruolo. Le è capitato più di una volta di sentirsi dire sul cantiere: mi chiama il titolare per favore? Nessun dramma, lo racconta con il sorriso, ma il suo impegno a favore delle donne è espresso anche attraverso il Comitato per l’imprenditoria femminile, guidato da Ornella Gambarotto. Che si sta facendo promotore di un’iniziativa molto particolare.

La maternità vale anche per lei come un master?
Essere madre è un dono grandioso. Ti insegna ad avere cura di qualcuno, t’investe quando la gestione della vita di una persona, in questo caso indifesa, è completamente affidata alla tua responsabilità. Ma questo insegnamento non è prerogativa della maternità: pensiamo pensa a chi si prende cura di un familiare anziano o di un amico malato. Insomma, prima di tutto c’è l’amore, l’ascolto: quel saper entrare veramente in relazione, che fa posto all’altro. In tutti i rapporti.
Incide anche sull’efficienza?
Sì, poi c’è il saper organizzare il tempo e la capacità di negoziazione: chi ha figli sa che le trattative mettono alla prova ben più di una contrattazione sindacale. Ma anche questo non è prerogativa della maternità... la gestione di tutte le relazioni è “cosa complessa”.
Che cosa vuol dire fare l’imprenditrice in un campo maschile come il suo?
Magari nel cantiere ti vedono in modo differente. I momenti difficili non mancano. Ma poi superato l’impatto, ti guadagni il rispetto. 
Come ha vissuto la maternità un’imprenditrice come lei, tra l’altro era molto giovane quando ha iniziato.
Io lavoravo già, sì, quando ho avuto mio figlio. E sicuramente è stato un periodo complicato. Ho lavorato fino al giorno prima del parto. E sei giorni dopo ero già alle prese con le telefonate… Vede, da noi nello stesso complesso ci sono magazzini e uffici, ma anche le abitazioni. Ci sono incombenze a cui non puoi sottrarti. Non puoi dire mai: per tre mesi non ci sono.
In famiglia erano contenti della sua scelta di lavorare nell’azienda?
Diciamo che è andata così. A me piaceva molto studiare e disegnare, quindi avevo le idee chiare :volevo fare la geometra. Un giorno mia madre dice a mio padre “Convincila a iscriversi a ragioneria! Perché lei vuole fare il geometra…”. Invece, sono riuscita a persuadere i miei genitori che non potevo fare il commercialista. Poi grazie alla benedizione di mio zio, la strada è in discesa: “Che faccia il geometra e vedrete che sarà contenta”. E così andò. Ho cominciato a studiare a Lecco con grande passione e qualche difficoltà ad ambientarmi con l’idea che avrei fatto il progettista. Poi mentre mi sto per diplomare mio zio decide di andare in pensione e in azienda viene a mancare la sua figura. Così papà mi invita a lavorare accanto a lui: avevo 19 anni.
Lei accennava al primo impatto in cantiere, tra operai e clienti. Le cose sono cambiate oggi secondo lei?
All’inizio, quando lavoravo in cantiere o incontravo dei fornitori mi guardavano e mi chiedevano dove fosse il titolare, perché avevano bisogno di parlargli. Crescendo ti rendi conto che essere donna, essere giovane, iniziare presto… è molto dura. Questo è un mondo ancora per uomini. Le aziende fanno tuttora fatica a prendere sul serio le imprenditrici donne, secondo me.
Specialmente in questi settori? O qualcosa può cambiare?
Sì certo che può cambiare. Ad esempio nel Comitato per l’imprenditoria femminile si è riflettuto sull’importanza di avvicinare anche le ragazze al mondo del lavoro. Questo permettendo la scelta del corso di studi più vicino alle reali inclinazioni personali, libera da condizionamenti di “genere” e pregiudizi. Di qui l’idea di organizzare all’iniziativa di orientamento “Young” il prossimo ottobre a Lariofiere il “Giorno delle ragazze – Girls’ day”. Sarebbe una novità per Como e permetterebbe alle giovani di capire che hanno delle opportunità anche nel mio campo o in quello metalmeccanico. Questi ultimi in effetti sono settori ritenuti più maschili e questo suscita anche una ritrosia nelle famiglie. Invece non bisogna avere preclusioni. Non ci sono comparti da cui siamo escluse.


Conosciamo meglio simona frigerio
La passione per l’edilizia
Simona Frigerio ha 40 anni ed è head of sales and engineering dell’azienda edile di famiglia. La sua passione da sempre è stato il settore dell’edilizia e fin da piccola ha voluto diventare geometra. Scelta che è riuscita a realizzare, studiando e poi cominciando a lavorare a 19 anni. 
Attenta anche all’orientamento con gli studenti, ha partecipato a iniziative come “Raccontami l’impresa” la scorsa primavera, un confronto promosso da Econogenia Group con il Consorzio Desio – Brianza. 
Obiettivo, raccontare la bellezza dell’impegno aziendale ma anche ascoltare i quesiti e i sogni dei ragazzi: un’esperienza che apprezza molto e ritiene fondamentale per la formazione delle nuove generazioni e una scelta consapevole della propria professione. E a proposito di formazione, Simona Frigerio è anche docente di corsi e workshop. 
Consigliere della Camera di Commercio a Como, l’imprenditrice è impegnata anche a livello nazionale nella Compagnia delle Opere.